Leggi
L'EDITORIALE
di Alfredo Zermo
07 Giugno 2026, 07:10
Coppole storte e paillettes luccicanti, acidi con cui sciogliere persone e rossetti con cui incorniciare labbra carnose, mitra micidiali e borsette griffate. E niente, davvero non c’è niente da fare: la narrazione della Sicilia resta ancorata a cliché di sicuro effetto per chi è cresciuto nel “mito” di don Vito e Michael Corleone, de “Il Padrino”, capolavoro assoluto di Francis Ford Coppola elevato financo a trattato sociologico senza tempo. D’altronde a chi considera la Sicilia soltanto un enorme luna park in cui divertirsi, lasciando la mancia di un like sui social, non interessano i passi - più di cento - fatti verso un futuro difficile ma possibile, comunque diverso dal passato.













