«A Palermo, tutti possediamo una costellazione del lutto in cui le stelle sono persone ammazzate da Cosa Nostra».

Voce indignata e sensibile della Sicilia che non si arrende, Davide Enia, autore e interprete pluripremiato, nel suo “Autoritratto” esplora l’impatto emotivo della mafia nella vita di ciascuno di noi.

Un’orazione civile sulla Sicilia degli anni 80 che parla al presente.

Perché questo spettacolo?

«Volevo affrontare il grande rimosso della mia infanzia e della mia adolescenza, il rapporto nevrotico che abbiamo avuto come contesto culturale, società, singoli individui con lo spettro presentissimo di Cosa Nostra».