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Lettera a Giorgia Meloni

di Laura Distefano

30 Maggio 2026, 05:30

«Siamo fantasmi intrappolati in una burocrazia che uccide la dignità prima ancora che lo facciano i clan», ha parlato così un testimone di giustizia siciliano che ha deciso di scrivere direttamente alla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. E la lettera è stata resa pubblica ieri, nel corso di una conferenza stampa, dall’avvocato Enzo Guarnera che da decenni assiste collaboratori e testimoni di giustizia. «Lo Stato ci ha abbandonati», insiste l’uomo. Che usa parole fortissime: «Inutile commemorare i morti se si lasciano morire i vivi dentro un sistema di protezione fallimentare: ormai non denuncia più nessuno». Per il testimone di giustizia si rischia ci sono «gravissime carenze del Servizio centrale di protezione, con particolare riferimento al buco nero del cambio delle generalità, un meccanismo che dovrebbe garantire una nuova vita e che invece si traduce in una paralisi totale» soprattutto per il lavoro e la salute. L’uomo si sente intrappolato in una solitudine anche emotiva: «L'abbandono psicologico completa il tutto». E in tutto questo il «prezzo altissimo che pagano i figli dei testimoni di giustizia, una ferita che mai si potrà rimarginare». «La lotta alla mafia - scrive nella lettera aperta - non si fa con le corone di alloro, ma garantendo la dignità e la sicurezza di chi ha creduto nelle istituzioni». Infine l’affondo: «La politica che ci ha dimenticati».