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9 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 13:15

Lo stato di diritto secondo Giorgia Meloni lo ha spiegato lei stessa durante la conferenza stampa di inizio anno in corso nell’Aula dei gruppi parlamentari della Camera. Il tema è la sicurezza alla luce d alcuni recenti fatti di cronaca. Serve “lavorare tutti nella stessa direzione”, la sua. “Significa che lo deve fare il Governo, significa che lo devono fare le forze di polizia, significa che lo deve fare anche la magistratura”. Chi sarà l’anello debole? Meloni parla di “decine e decine di casi” ma, bontà sua, sceglie pochi, selezionati esempi. Il primo è quello dell’Imam di Torino Mohamed Shahin, inguaiato da alcune dichiarazioni su Hamas in cui non riteneva gli attacchi del 7 ottobre fossero una violenza. Tanto che alcuni esponenti di maggioranza ne avevano subito chiesto la testa.

Meloni oggi: “Ricordo il caso dell’Imam di Torino: la polizia ne dimostra la pericolosità per i suoi contatti con gli jihadisti; il ministro Piantedosi ne dispone l’espulsione, e l’espulsione viene bloccata”, dai magistrati. “Come si fa a difendere la sicurezza degli italiani se ogni iniziativa che va in questo senso viene sistematicamente annullata da alcuni giudici?”, domandava già all’indomani della decisione dei giudici. La domanda è fin troppo retorica per chi ha appena approvato la riforma della giustizia e tolto le convalide dei trattenimenti dei migranti ai Tribunali per affidarle alle Corti d’appello auspicando decisioni “nella stessa direzione”.