"Presenteremo un esposto alla Procura di Roma contro l'archiviazione della premier sul caso Almasri.

Giorgia Meloni ha, infatti, detto di aver condiviso le decisioni". Lo spiega l'avvocata Angela Maria Bitonti, legale di una donna ivoriana vittima delle torture del generale libico Almasri, in merito all'archiviazione di Giorgia Meloni da parte del Tribunale dei ministri.

"Aspettiamo anche le decisioni parlamentari sull'autorizzazione a procedere nei confronti dei due ministro e del sottosegretario - dice - Se non dovesse arrivare il via libera, valuteremo quali azioni mettere in campo". "Faremo, inoltre, una nuova istanza per visionare gli atti visto che la precedente è stata rigettata in quanto la mia assistita è stata considerata una vittima indiretta" spiega l'avvocata Bitonti. "Non condividiamo questa visione - sottolinea - riteniamo sia una vittima diretta perché il rimpatrio di Almasri e la mancata consegna alla Corte penale internazionale non consente il processo. Significa aver impedito alle vittime di crimini cosi atroci di ottenere giustizia".

"Appare verosimile che l'effettiva e inespressa motivazione degli atti e delle condotte tenute tanto dal ministro Nordio - nel decidere di non dar corso alla richiesta di cooperazione della Cpi relativa sia all'arresto che al sequestro - quanto dal ministro Piantedosi - nel decretare l'espulsione dal territorio dello Stato - ed infine dall'Autorità delegata Mantovano - nel richiedere il volo Cai per l'accompagnamento in patria - sia da rinvenirsi, piuttosto, nelle preoccupazioni palesate dal Prefetto Caravelli (il direttore dell'Aise, ndr), nell'ambito delle riunioni intercorse tra i vertici istituzionali, riferite a possibili ritorsioni per i cittadini e gli interessi italiani in Libia derivanti dal mantenimento in vinculis di Almasri". Così il tribunale dei ministri negli atti dell'inchiesta su Almasri con cui cui chiede l'autorizzazione a procedere nei confronti del Guardasigilli, del sottosegretario Mantovano e del ministro Piantedosi, depositati alla Camera.