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Fino agli anni Cinquanta e Sessanta la Sicilia aveva un’immagine forte, riconoscibile, definita culturalmente in modo netto: civiltà contadina, analfabetismo, senso dell’onore, credenze magico-religiose. Tutti tratti bollati negativamente dalla società industriale, borghese e alfabetizzata, ma che hanno generato una letteratura grandiosa. Oggi, invece, la nostra immagine agli occhi del mondo si è sbiadita, tra folklore turisticizzato e rappresentazione falsa da spot televisivo; quasi un brand da vendere sulle bancarelle dove trovi il pupazzo con la lupara e la testa in ceramica del saraceno. E trovo svilente che tutto questo venga esibito con atteggiamento compiaciuto».

Con spirito critico e ironia graffiante l’autorevole antropologo culturale Mario Bolognari, già docente dell’Università di Messina, interviene sulla percezione dell’immagine della Sicilia a livello internazionale. I suoi studi sull’Isola - tra immagini, stereotipi e realtà - sono stati presentati anche in alcuni degli atenei più prestigiosi del mondo. Guardando alla storia degli ultimi decenni e considerando anche le fiction tv, la letteratura, l’arte, può dirsi che vi sono stati dei cambiamenti positivi.