Quest’anno l’esame è tornato a chiamarsi “di maturità”, come prima del 1999: Il nome “esame di stato”, che era stato introdotto dal ministro Berlinguer nel 1998, va dunque in soffitta, dopo 27 anni. Nel nuovo esame è stato ridotto anche il numero di commissari, che è passato da 7 a 5, compreso il presidente, con due commissari esterni e due interni.
La prova scritta di matematica, come è noto, è presente soltanto nei Licei scientifici, i cui allievi sono circa il 25% di tutti i maturandi. Per l’altro 75% di maturandi la matematica è scarsamente presente all’esame, dopo l’abolizione della terza prova scritta (avvenuta nel 2019).
La prova di matematica è attualmente composta da due problemi e da otto quesiti (da risolvere uno e un solo problema, a scelta, e al più quattro quesiti), con la possibilità di usare anche calcolatrici grafiche, purché non-CAS, ossia senza il calcolo simbolico, per una durata di 6 ore.
Nelle tracce della maturità il segno inconfondibile della pedagogia governativa
A chi scrive è sembrata una prova impegnativa, che insiste un po' su tutti gli argomenti svolti nei cinque anni di liceo scientifico.














