Oggi, in tutti gli istituti superiori della provincia, si insediano le commissioni per l’esame di maturità. Un momento rituale fino ad un certo punto, visto che - non è una novità - capita di frequente che ci siano commissari che rinunciano all’incarico e, dunque, bisogna procedere alla loro sostituzione. Alle 8,30 si tiene la "riunione plenaria" nel corso della quale vengono individuati e definiti gli aspetti organizzativi delle attività. I candidati al diploma sono in tutto 2.941, 29 dei quali esterni (i cosiddetti privatisti), distribuiti su 49 sedi e 150 classi. La maggior parte dei candidati (circa 1.500) è concentrata nei licei, con in testa lo scientifico, seguito da scienze umane, linguistico, classico, artistico e coreutico; seguono gli istituti tecnici, con in testa l’indirizzo tecnologico, seguito da quello economico, e quelli professionali.

Diverse le novità di quest’anno, a partire dal nome: non si chiama più, come da diverso tempo e fino al 2025, esame di stato, ma esame di maturità, una formulazione che ritorna dal passato. Ad esaminare i candidati saranno complessivamente 75 commissioni, ognuna delle quali composta da cinque membri: un presidente e due commissari esterni, e due commissari interni. L’anno scorso i commissari erano sei, tre esterni e tre interni, più il presidente: il numero di quest’anno è legato al fatto che sono state ridotte le discipline per il colloquio orale, passate – appunto – da sei a quattro. Al di là di altre considerazioni, e per quanto i compensi previsti siano fermi a vent’anni fa, è evidente che lo Stato ha inteso risparmiare.