Il conto alla rovescia è ufficialmente scattato. Oggi le commissioni d'esame si insedieranno ufficialmente e la Maturità 2026 ha smesso di essere un'astrazione, per diventare una scadenza concreta, segnata sul calendario con l'inchiostro indelebile dell'ansia e dell'attesa. Giovedì alle 8.30, oltre mezzo milione di ragazzi italiani si siederanno ai banchi per la prima prova scritta di italiano, comune a tutti gli indirizzi. Un appuntamento che, nonostante le riforme e le revisioni che si sono susseguite nel tempo, conserva intatto il suo peso simbolico: il passaggio all'età adulta mediato dalla grammatica dello Stato. In Campania, il quadro numerico restituisce la misura di una regione che affronta questo appuntamento con una platea imponente.

Saranno 52.281 (circa il 10% della quota nazionale) i candidati complessivi, distribuiti tra 51.598 interni e 683 esterni. Napoli, come prevedibile, guida la classifica provinciale con 26.076 maturandi, seguita da Salerno con 14.709, Caserta con 6.930, Avellino con 2.613 e Benevento con 1.953. Nella sola area metropolitana partenopea opereranno 935 commissioni d'esame: un dispiegamento di forze che dà la misura della complessità organizzativa sottesa a quella che, vista dall'esterno, sembra una semplice sessione scolastica.Maturità 2026: solo il 22% dei maturandi completa i programmi di storia contemporanea, il 18% ignora la data della prima provaA livello nazionale, i numeri parlano da soli: 527.607 studenti coinvolti, 13.989 commissioni distribuite su 27.884 classi. I licei mantengono la loro storica egemonia, con 273.854 iscritti, pari a oltre il 51% del totale. Gli istituti tecnici seguono con 167.136 candidati, mentre i professionali chiudono la triade con 86.617 studenti. Gli scrutini La vera partita di questa Maturità si è però già giocata, in larga misura, prima ancora che qualcuno mettesse piede in un'aula d'esame. La Campania figura tra le regioni più clementi nella fase degli scrutini, con appena il 2,9% di studenti non ammessi, lo stesso tasso di Valle d'Aosta e Veneto, e quasi la metà della Sardegna, che detiene il primato negativo con il 7,1% di bocciati prima dell'esame. Una volta superato questo scoglio, il diploma è quasi una certezza: il 99,7% di chi affronta le prove scritte riesce a conseguirlo. Le prove Venendo al cuore delle prove, la prima porta che i maturandi dovranno aprire è quella dello scritto di italiano in programma giovedì, con una durata massima di sei ore. Le tracce sono sette, suddivise in tre tipologie: due per l'analisi del testo in poesia o prosa (tipologia A), tre per il testo argomentativo (tipologia B) e due per il tema di attualità (tipologia C). Ogni studente ne sceglie una sola, e non può abbandonare l'aula prima che siano trascorse le prime tre ore. Il giorno successivo tocca alla seconda prova, quella che più di ogni altra porta il peso delle specificità di ciascun percorso. Al liceo classico si affronta latino, allo scientifico matematica; ogni indirizzo tecnico e professionale ha la propria disciplina di riferimento. Per gli istituti professionali verte su competenze e nuclei tematici d'indirizzo, con tracce elaborate dalle singole scuole secondo le linee guida ministeriali. Le novità Quanto al punteggio complessivo, prima prova, seconda prova e colloquio valgono rispettivamente 20 punti ciascuno, mentre 40 punti derivano dal credito scolastico maturato nel triennio. Per la lode occorrono almeno 100 punti e l'unanimità della commissione. La commissione da quest’anno può assegnare fino a 3 punti bonus (erano 5) a chi ottiene almeno 90 su 100 sommando crediti e prove. Dove la Campania si distingue in modo più netto è nella distribuzione dei voti massimi. La regione figura stabilmente tra le più generose nella concessione del punteggio pieno: il 9,5% dei diplomati campani ottiene 100, dato che supera abbondantemente la media nazionale del 7,1%. La novità più sostanziale della Maturità 2026 riguarda il colloquio orale. Sparisce definitivamente lo "spunto" a sorpresa proposto dai docenti: sarà il candidato ad aprire il colloquio con una riflessione personale sul proprio percorso di studi, avvalendosi del curriculum scolastico come strumento narrativo. L'interrogazione si concentrerà poi su quattro discipline fisse per ciascun indirizzo. Non è più ammessa la "scena muta": il silenzio davanti alla commissione conduce direttamente alla bocciatura, senza margini di recupero. Chi ha collezionato un sei in condotta dovrà inoltre presentare un elaborato su temi di cittadinanza attiva e solidale, elemento che rivela la volontà del legislatore di valutare non solo il sapere accumulato, ma la dimensione civica e personale dello studente. Vaccini mRNA contro i tumori: i risultati dello studio Asco e il commento di BassettiIl messaggio che emerge da questa edizione riformata è, in fondo, semplice: l'esame di Stato non è più il tribunale supremo del percorso scolastico, ma il suo sigillo finale. Chi arriva preparato, con il percorso in ordine e la coscienza a posto, ha già vinto. Per gli altri, giugno è arrivato troppo presto.