Capita quasi a tutti. Durante una lezione o una riunione noiosa pensiamo ad altro. Immaginiamo situazioni o avvenimenti, che ci portano via. Viviamo quasi una vita parallela, che ‘cancella’ i problemi e rende ogni cosa più accettabile: sogniamo a occhi aperti. Ma c’è anche chi lo fa dando vita nella mente a scene che non hanno nulla di positivo. Alcune persone si perdono così per ore e ore, rivivendo, a volte, lo stesso episodio per periodi lunghi.
Il cervello
Secondo la scienza, sognare a occhi aperti è un comportamento del tutto normale. Il nostro cervello, in quei momenti, si disconnette dal presente e attiva quella che si definisce una modalità “rete di default”, un circuito di aree cerebrali che entra in azione quando la mente è a riposo, non focalizzata sul mondo esterno. E, a volte, è proprio in questo stato che può emergere la creatività.
“Sognare a occhi aperti è un modo di funzionare quasi naturale della mente, passiamo molto tempo a fantasticare, in sé è semplicemente normale – spiega Giancarlo Dimaggio, psichiatra e psicoterapeuta, cofondatore del Centro di terapia metacognitiva interpersonale (Roma) - .Spesso ha una qualità benefica, può dare sollievo in momenti di tensione, stimolare la creatività, aiutare ad aspettare prima di ricevere una gratificazione e quindi essere meno impulsivi. Aiuta anche nello sviluppo delle capacità sociali, a partire dall'infanzia, è una forma di gioco di finzione immaginato nel quale si interagisce con gli altri e questo prepara alle interazioni sociali in tempo reale. Favorisce anche le capacità di pianificazione: sognare il futuro è l'inizio della capacità di abitarlo e di fare piani per renderlo reale”.








