di
Alessandro Fulloni
Lo psichiatra Claudio Mencacci: «Poco sonno, troppa connessione, e poi l’alcol. Illusione dell’invulnerabilità amplificata dal digitale, cioè dal virtuale»
«Cos’ho pensato quando ho saputo di quella serie terribile di incidenti iniziata venerdì? Alle sfide ai limiti e all’illusione dell’invulnerabilità del giovane adulto. Questo è il tema centrale».
Perché?«Per dare un’idea: è come se fossimo passati dalla “gioventù bruciata”, quella di una generazione alla quale io appartengo, a una gioventù iperconnessa. Il balzo è stato dall’essere visti, come una volta, solo dagli amici, mentre oggi la sfida avviene perché si è visti su uno schermo. E quindi siamo davanti a una condivisione che si fa assolutamente molto, molto più ampia».







