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Recentemente il comico e creator Mattia Alfieri ha scritto su Instagram di aver realizzato una cosa piuttosto paradossale su come impiega il proprio tempo. «Ho pensato “basta scrollare, d’ora in poi piuttosto fisso un po’ il vuoto”», ha scritto dopo essere rimasto troppo a scorrere i social dallo smartphone. Si è accorto così «di essere arrivato al punto in cui fissare il vuoto mi farebbe sentire più produttivo».

La sensazione ambivalente di trarre gratificazione instantanea ma anche di buttare via del tempo inutilmente, quando si usano i social media, è un’esperienza comune, così come lo è la percepita difficoltà a rimanere a lungo senza stimoli digitali, concentrati solo sui propri pensieri. La maggior parte delle persone è consapevole di quanto sia distratta nelle sue attività, anche al lavoro, da contenuti brevi pensati per il suo intrattenimento e stimoli che riceve continuamente da vari dispositivi, in particolare lo smartphone.

Secondo gli esperti, smartphone e social media sono tra i fattori più influenti nella progressiva riduzione della soglia dell’attenzione della popolazione, un argomento dibattuto da decenni, e che è sempre più spesso tenuto in considerazione nelle scelte di aziende e istituzioni, come un fatto inesorabile.