Ormai lo abbiamo ampiamente compreso: viviamo in un’epoca in cui evoluzione vertiginosa della tecnologia, peculiare (e in parte inedita) configurazione dell’organizzazione del lavoro e incremento continuo della disintermediazione grazie a piattaforme e mobile hanno generato una ingente pressione sulla nostra capacità di attenzione, concentrazione, auto gestione e produttività.
Le soluzioni proposte per affrontare una circostanza del tutto particolare si polarizzano:
- da una parte l’invito a un uso sempre più massivo proprio di quelle tecnologie per aumentare il tasso di efficienza, essere più veloci e multitasking e quindi liberare tempo per altro;
- dall’altra parte l’appello a forme di disconnessione radicale per il recupero di tempo ed energie mentali e fisiche.
Ora, è evidente come in questi estremi si annidino rispettivamente due rischi: burn out nel primo ed esclusione nel secondo.







