Per oltre metà dei dipendenti fare carriera non rappresenta una priorità. Prevale la quota di chi risponde ad email e telefonate anche fuori dall’orario di lavoro, ma non tra i giovani che in maggioranza praticano il diritto alla disconnessione. Quattro su dieci temono di essere sostituiti dall’intelligenza artificiale, ma più della metà pensa che i dirigenti della propria azienda ripongano più fiducia nelle nuove tecnologie che nei lavoratori. La maggioranza preferisce lavorare in un’azienda di cui condivide i valori, anche se in altre aziende sarebbe pagato di più.

Il nono Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale, realizzato con il contributo di Campari, Credem, Edison e Michelin restituisce una fotografia dell’impatto che stanno avendo le nuove tecnologie sul mercato del lavoro e del nuovo approccio delle nuove generazioni nei confronti del lavoro, che spostano l’accento sulla qualità dell’ambiente lavorativo.

Per la maggioranza esistono le condizioni per ridurre la settimana lavorativa

Per il 71,3% del campione intervistato ci sono le condizioni tecnologiche ed economiche per tagliare il tempo dedicato al lavoro, con ad esempio la settimana lavorativa di quattro giorni. Questa opinione è condivisa dall’82,8% dei 18-34enni, dal 72,9% dei 35-49enni e dal 64% dei 50 anni e più. Per l’88,2% degli occupati avere più tempo per sé stessi e il proprio benessere dovrebbe essere un diritto per tutti.