Era nato a Rimini, “lo Zar”, e lì aveva mosso i suoi primi passi da calciatore. E oggi la città romagnola piange la scomparsa di un “bomber” ma soprattutto di una “persona stupenda”. E’ alla figura umana, prima ancora che al talento e ai successi del calciatore, che pensa il sindaco Jamil Sadegholvaad condividendo il dolore di una città. "Le ultime volontà che ha voluto lasciarci scrive Sadegholvaad - ne definiscono esattamente la straordinaria caratura di uomo. Un addio che, allo stesso tempo, è un messaggio di gratitudine e speranza rivolto a chi gli è stato vicino e a chi lo ha conosciuto. Partendo da Rimini, le sue leggendarie imprese sui campi da calcio italiani ne hanno certamente rappresentato la parte più visibile. Ma, se questo è possibile, il cuore di Igor è stato molto più grande dei suoi incredibili successi".

Proprio la sua Rimini lo premiò più di 20 anni fa con il Sigismondo d’oro: non per i record di gol, ma per aver sempre testimoniato “l'importanza dei valori etici legati al mondo dello sport”. Prottie ra una “persona bellissima - prosegue il sindaco - con un atteggiamento costantemente positivo verso la vita, senza mai montarsi la testa durante i periodi esaltanti della carriera né abbattersi quando di fronte si presentavano problemi, proprio il coraggio con cui, a un certo punto, ha affrontato il doloroso percorso della malattia ne hanno fatto un esempio per tutte le generazioni”.