di
Paolo Condò
L'Inghilterra in attacco dà spettacolo, ma dubbi sulla difesa (7); la Germania dilagante (7,5); Norvegia notevole (7,5); Usa e Svezia sorprese convincenti (8); Australia impeccabile (8)
Un Mondiale a 48 squadre va diviso in quattro categorie: le candidate, le outsider, le figuranti e le altre. Gli accessi fra i livelli - ascensori e scivoli - sono aperti, dopo ogni turno stileremo quello che gli inglesi chiamano power ranking, una classifica ponderata tra risultati, prestazioni e valori intrinseci. Ciò non toglie che ogni nazionale riceva un voto, commisurato al suo potenziale. Capo Verde ha imposto il pareggio alla Spagna e quindi lo merita più alto, ma resta nell’ultima fascia mentre i campioni d’Europa continuano, magari un po’ meno rumorosamente, a puntare al titolo.
CandidatePrimo round alla Francia (voto 7) perché dentro a un debutto complicato ha confermato di possedere i talenti individuali per vincere ogni partita. Tre nomi: l’inesorabile Mbappé, il visionario Olise, la freccia Upamecano. Nessun difensore recupera in campo aperto come lui. Viene poi l’Argentina (7) perché Messi ha un serbatoio ancora pieno e l’Inghilterra (7) spettacolare davanti, e non è solo Kane, ma da rivedere in difesa. Quarta in lista la prima «promossa»: ormai è chiaro che il Marocco (7,5) non si pone limiti, e il 18enne centrocampista Bouaddi possiede il piglio del dominatore. La Spagna (4,5) retrocede da prima a quinta favorita, se non recupera al meglio Yamal e Nico Williams non ha chance. Entra nel lotto delle candidate anche la Germania (7,5), autrice del successo più squillante, ma va rivista contro una rivale adeguata. Il Brasile (5), infine, rimane a stento nella fascia nobile. Ancelotti deve rivedere compiti ed equilibri a centrocampo, e ovviamente tutti gli parlano di Endrick e Neymar.












