Non c'è dubbio, però, che la prova di forza dei campioni del mondo e dei vice in carica, oltre che della nazionale di Tuchel, abbia lasciato un'impressione diversa rispetto alle altre selezioni che puntano in alto. Scaloni si è limitato a fare copia-incolla con l'ultimo Mondiale. Quasi tutti i titolari sono gli stessi a parte Tagliafico, sostituito da Medina, e Di Maria che, per sopraggiunti limiti di età ha lasciato il posto ad Almada. La struttura, però, resta quella. Quattro difensori, tre centrocampisti di sostanza, cervello e gamba (Mac Allister, Enzo Fernandez e De Paul), il Re del calcio libero di muoversi e associarsi dove lo ritenga opportuno partendo dal centrodestra sulla trequarti, una punta (Lautaro) e Almada a coprire la corsia mancina. In fase difensiva è un 4-4-2, con l'esterno dell'Atletico Madrid che si allarga a sinistra, come De Paul a destra, e Messi in coppia con l'attaccante centrale senza doversi sbattere troppo nei rientri difensivi. La fase offensiva è fatta di momenti calcio relazionale, con accumulo di giocatori in una zona di campo e inserimenti improvvisi e verticalizzazioni verso chi punta l'esterno o il centro dell'area.