Le oltre 40 realtà firmatarie del Patto per il Parco della Piana replicano alle dichiarazioni dell’AD di Toscana Aeroporti Roberto Naldi con una lunga nota: "Le valutazioni – si legge - certificano uno stato di rilevante pressione ed inquinamento ambientale". I sottoscrittori del Patto propongono "un progetto alternativo ed una visione di futuro per la Piana che è di rigenerazione socio-ecologica e di un diverso modello di sviluppo che integra la dimensione economica, compatibile con innovazione e qualità della vita. Altra cosa rispetto a una visione che vorrebbe continuare a catapultare milioni di turisti in un territorio che non è più in grado di sostenere tale pressione".
Quanto al Parco agricolo – secondo il fronte no aeroporto – "non ha forma concreta anche perché negli ultimi dodici anni la Regione Toscana si è guardata bene da attivare gli attori locali per la messa in opera del progetto, manifestando piuttosto una chiara predilezione per la nuova pista. È poi davvero surreale che si utilizzi e giustifichi l’opera infrastrutturale come pretesto e veicolo di presunta rigenerazione ambientale di un’area già pesantemente infrastrutturata anche con opere idrauliche di vecchia concezione e che andrebbero adeguate. Ciò in particolare ridando spazio alle acque invece di comprimerle ulteriormente in canali cementificati". Nessuna compatibilità, dunque, ribadiscono i firmatari del Patto fra il polmone verde e la nuova pista.







