Redazione
16 maggio 2026 17:31
Foto credits: Lorenzo Falchi Facebook
A pochi giorni dalle elezioni comunali, Sesto Fiorentino è tornata a mobilitarsi contro il progetto di ampliamento dell’aeroporto di Firenze e la realizzazione della nuova pista di Peretola. Nel pomeriggio di oggi, al Polo Scientifico di via dell’Osmannoro, associazioni, comitati e forze politiche si sono ritrovati per la manifestazione “No all’aeroporto, sì al Parco Agroecologico della Piana”, rilanciando un fronte di opposizione che, come sottolineato dagli organizzatori, prosegue da oltre quindici anni.All’iniziativa ha partecipato anche l’ex sindaco di Sesto Fiorentino e capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione Toscana, Lorenzo Falchi, che ha definito la mobilitazione odierna “il compimento di un percorso politico e civico lungo quindici anni”. Falchi ha ribadito la contrarietà netta al progetto aeroportuale, parlando di “un danno gravissimo per la sicurezza idrogeologica, per l’ecosistema e per la qualità della vita”, oltre che di un impatto negativo sul polo scientifico di Sesto.Falchi ha anche fatto riferimento al contesto politico legato alle elezioni amministrative, indicando nella continuità dell’opposizione al progetto uno dei temi centrali della campagna. In questo quadro ha citato la figura di Damiano Sforzi come espressione della linea di contrasto alla nuova pista, sottolineandone il ruolo nel percorso di mobilitazione e annunciando la volontà di proseguire la battaglia anche nelle istituzioni.“Il primo atto della nuova Giunta sarà aggiornare e integrare il ricorso al Tar, adeguandolo alle ultime modifiche del decreto”, è stato ribadito nel corso della manifestazione, con il richiamo a una strategia che unisce azione legale e mobilitazione territoriale.I comitati contrari al progetto hanno rilanciato un pacchetto di richieste che include la riduzione dei voli fino alla dismissione progressiva dello scalo attuale, lo stop al Masterplan 2035 di Toscana Aeroporti, la tutela del polo scientifico dell’Università di Firenze e delle aree naturali della Piana, oltre alla costruzione di un parco agro-ecologico come alternativa al modello di sviluppo aeroportuale. Tra le proposte anche una legge nazionale sui voli brevi e il potenziamento del trasporto ferroviario.L’iniziativa ha visto la partecipazione di una vasta rete di associazioni, comitati e realtà sociali, insieme a sigle sindacali e forze politiche che da anni si oppongono al progetto di sviluppo dello scalo fiorentino, confermando un fronte ampio e trasversale che continua a trovare nella Piana una delle principali linee di conflitto urbanistico e ambientale della Toscana centrale.






