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Salta lacerimonia di ratifica del memorandum fra Usa e Iran, prevista in Svizzera per domani. La sigla è già stata apposta digitalmente e tanto basta. Ora, come previsto in uno dei 14 punti dell'accordo, le due parti avranno 60 giorni "prorogabili con consenso reciproco" per finalizzare l'intesa. Per Donald Trump, l'intesa non costituisce uno svantaggio per gli Usa nonostante l'opinion pubblica, anche quella più favorevole al tycoon, tenda dalla parte opposta. "O sono invidiosi, o sono persone cattive, o stupide" ha tagliato corto il presidente Usa contro i suoi detrattori.
Contestualmente alla firma il Centcom ha fatto sapere di avere "revocato il blocco di tutto il traffico marittimo in entrata e in uscita dai porti e dalle zone costiere iraniane in conformità con le direttive del presidente". Allo stesso tempo il Comando centrale delle Forze Armate degli Stati Uniti, ha precisato che le navi da guerra Usa "rimarranno nell'area per garantire che tutti gli aspetti dell'accordo siano rispettati, osservati e pienamente efficaci".
Un monito a Teheran è arrivato anche da JD Vance. Il vicepresidente americano ha dichiarato che gli Stati Uniti "non allenteranno la presa" sull'Iran fino a quando Teheran non cambierà il suo comportamento "in maniera fondamentale". Il vicepresidente Usa si è poi scagliato contro il governo di Israele, a cui ha suggerito di "aprire gli occhi e prendere atto della realtà in cui versa il Paese". Ma Netanyahu, contrario all'accordo, ha più volte fatto sapere di non indietreggiare sul fronte Libano dove persiste la minaccia di Hezbollah. "Fino a quanto le esigenze di sicurezza lo richiederanno", ha spiegato il premier.










