Probabilmente non ci sarà nessuna cerimonia ufficiale domani 19 giugno in Svizzera per la firma dell’accordo tra Iran e Stati Uniti che porterà a un cessate il fuoco tra i due Paesi dopo quasi quattro mesi di guerra. Almeno così sembra, visto che il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmail Baghaei, ha escluso qualsiasi forma di celebrazione per la firma del memorandum d’intesa che è già avvenuta digitalmente. E anche il primo ministro del Pakistan, Shehbaz Sharif, ha prima fatto riferimento in un post su X a una cerimonia e poi ha cancellato il post. Questo nonostante fino a ieri i media statunitensi riportavano che una cerimonia per la firma ci sarebbe stata e sarebbero stati presenti il vicepresidente JD Vance e il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf. Ma non c’è stata nessuna conferma dell’incontro e non è chiaro a questo punto se avrà luogo anche se ancora non è del tutto escluso.
Domani a Burgenstock, in un resort vicino al lago di Lucerna, dovrebbero comunque partire i primi colloqui sul nucleare iraniano tra Washington e Teheran, la cui durata di 60 giorni «non è inderogabile», ha precisato Donald Trump da Parigi. Il governo svizzero ha confermato l’inizio dei colloqui, aggiungendo che «allo stato attuale, il piano prevede ancora che Stati Uniti e Iran, insieme ai mediatori Pakistan e Qatar e ad altri paesi coinvolti, si incontrino domani a Burgenstock per i negoziati iniziali sull’attuazione dell’accordo». In un comunicato, il ministero degli Esteri svizzero ha dichiarato che «al momento non sono disponibili ulteriori informazioni in merito al programma e ai dettagli dell’incontro».










