L’accordo preliminare tra Usa e Iran toglie pressione alla Bce e allontana l"ipotesi di aumenti significativi sui tassi, anche se resta possibile un"altra stretta dopo quella varata l"11 giugno.

Nell"immediato la politica monetaria resta comunque influenzata dall’incertezza sull’intesa e dall"impatto sull"inflazione dei rialzi di gas e petrolio.

Lo shock sui prezzi dell’energia è già durato quattro mesi e servirà tempo ulteriore perché ne svaniscano del tutto gli effetti.

«La vicenda non è ancora conclusa», ha detto nei giorni scorsi la presidente Bce Lagarde, spiegando che «l’accordo è una buona notizia» ma «la questione dell’arricchimento dell’uranio resta ancora da discutere».

Nel frattempo, ha osservato, «gli elevati prezzi dell’energia stanno iniziando a trasmettersi ad altri comparti dell’economia».