Anche nel 2026 la scelta cade su due autori maschi, Pavese e Brancati. Insorgono docenti e critici per l'invisibilità di giganti come Morante, Ginzburg e Grazia Deledda, snobbata nell'anno del centenario del Nobel

Per il 27esimo anno consecutivo, la prova di analisi del testo della maturità si svolge senza la presenza di un’autrice donna tra le proposte ministeriali. Anche in questa sessione 2026, infatti, la scelta è ricaduta su due scrittori uomini, Cesare Pavese e Vitaliano Brancati, confermando una continuità che ha riacceso in queste ore un acceso dibattito sui social sulla rappresentanza femminile nella cultura letteraria proposta agli studenti.

Tutte le tracce uscite alla Maturità: la diretta

Il dato, già di per sé significativo, viene letto dai critici come il sintomo di una più ampia marginalizzazione delle voci femminili nei percorsi scolastici. In quasi tre decenni di maturità, le tracce di analisi del testo avrebbero infatti privilegiato esclusivamente autori uomini, con presenze invece ricorrenti come quella di Giuseppe Ungaretti, che detiene il primato di apparizioni con cinque testi proposti. Tendenza che, secondo le osservazioni emerse, non riguarderebbe solo la tipologia dell’analisi del testo ma si rifletterebbe anche sull’impianto complessivo delle sette tracce, dove quest’anno si registra la presenza di una sola autrice, la giornalista tedesca Wenke Husmann, inserita nella tipologia C con un articolo tradotto per la rivista Internazionale.