Lascia invariate stime crescita Pil per 2026 e 2027

La Banca di Spagna ha rivisto al rialzo le proprie previsioni sull’inflazione per il 2026, portandole al 3,6% rispetto al 3% previsto in precedenza, a causa dell’"impatto dello shock energetico legato al conflitto in Medio Oriente". Il suo effetto, spiega però l’istituzione monetaria con sede a Madrid nel suo rapporto trimestrale, è stato tuttavia "attenuato, in particolare, dalle misure di sostegno fiscale approvate a marzo" dal governo. L’esecutivo di Pedro Sanchez a fine marzo aveva infatti approvato un pacchetto di 80 misure per un importo totale di 5 miliardi di euro per limitare le conseguenze della guerra sulle tasche dei contribuenti. Per la Banca di Spagna nel Paese rimangono però "ripercussioni parziali" dell’aumento dei prezzi dell’energia, anche se "il recente accordo di pace (tra Stati Uniti e Iran, ndr) favorisce un certo miglioramento delle prospettive per i mercati energetici". Nonostante il contesto internazionale “fragile” e “incerto”, quindi la banca centrale spagnola non ha modificato le stime di crescita per il 2026 e il 2027, affermando di prevedere un aumento del Pil in Spagna rispettivamente del 2,3% e dell’1,7%, ovvero un ritmo nettamente superiore a quello previsto per l’area dell’euro. Nel secondo trimestre, il Pil dovrebbe crescere dello "0,5-0,6%", secondo la Banca di Spagna, che prevede che il tasso di disoccupazione si attesterà al 10% alla fine dell’anno. Il disavanzo pubblico rimarrà invece stabile al 2,4% del PIL, come nel 2025, per poi scendere leggermente al 2,3% nel 2027, secondo le proiezioni dell’istituzione.