MILANO – La guerra rischia di provocare molti danni all’economia europea. È l’allarme lanciato dalla Banca centrale europea nel suo bollettino mensile e da agenzie di rating come Standard&Poor’s (S&P). Anzi, secondo gli analisti newyorkesi nel Vecchio continente è l'Italia a subire l'impatto più forte, con una crescita che nel 2026 viene dimezzata allo 0,4% da 0,8% precedente, stando alle nuove stime macroeconomiche contenute nel Global economic outlook di S&P. Taglio di quattro decimali anche per la Gran Bretagna, che così scenderebbe da 1,4% a 1% di crescita stimata. L'area euro, invece, si fermerebbe a una crescita dell'1% (dall’1,2% precedente) con una sforbiciata di soli due decimali. Tengono invece Germania (crescita attesa dello 0,8% con lo stimolo fiscale) e Francia (+1,9%).
Il report della Bce
L’Eurotower spiega che il conflitto in Medio Oriente "avrà un impatto rilevante sull'inflazione a breve termine per effetto dei rincari dei beni energetici". Secondo la Bce, "le implicazioni a medio termine dipenderanno dall'intensità e dalla durata della guerra, nonché dal modo in cui le quotazioni dei beni energetici influenzeranno i prezzi al consumo e l'economia". La guerra, sottolinea l'istituto di Francoforte, "ha reso le prospettive notevolmente più incerte, generando rischi al rialzo per l'inflazione e al ribasso per la crescita economica".






