La Banca d'Italia taglia le stime per il pil nel prossimo triennio a causa della guerra in Medio Oriente e del rialzo delle materie prime energetiche.

Secondo le previsioni l'economia italiana crescerà dello 0,5% quest'anno (contro lo 0,6% stimato a dicembre). Inoltre le stime per il 2027 passano da +0,8% a +0,5% e nel 2028 da +0,9% a +0,8%. Il conflitto e l'aumento dei prezzi di petrolio e gas "comprime la domanda interna nel trimestre in corso e nei due successivi" sottolinea Via Nazionale. Effetti negativi sono previsti sui consumi, gli investimenti delle imprese e sulle esportazioni.

Il rialzo dei prezzi dell'energia causato dalla guerra in Medio Oriente potrebbe far balzare l'inflazione al 2,6% quest'anno con un aumento di un punto percentuale rispetto all'anno scorso e alla stima di 1,7% prevista appena a dicembre. E' quanto prevede la Banca d'Italia secondo cui dovrebbe tornare poco al di sotto del 2% nel biennio 2027-28. "La trasmissione dei rincari energetici ai salari e ai prezzi degli altri beni e dei servizi è graduale, anche per via della ridotta quota di contratti di lavoro in attesa di rinnovo: al netto delle componenti alimentare ed energetica, l'inflazione aumenta solo leggermente al 2,0%" nel 2026.