Pubblichiamo un contributo dal festival Taobuk, in programma da oggi a lunedì a Taormina con a tema la Fiducia. Il poeta Adonis, tra i massimi del mondo arabo, sarà al centro del tardo pomeriggio di sabato a Palazzo Corvaja con l’evento dal titolo “La parola e l’abisso”, insieme a Hadam Oudghiri.Che cos’è la fedeltà? E come può un essere umano dirsi davvero fedele? 1. La parola “fedeltà” custodisce, nella sua tradizione, un significato profondamente legato al passato. In questo incontro, però, desidero strapparla a quella dimensione e proiettarla nell’orizzonte di ciò che deve ancora venire - nell’orizzonte del futuro.La mia prima domanda, allora, è questa: come può un essere umano, sul piano psicologico e intellettuale, essere fedele a ciò che è morto e scomparso, a ciò che muore e scompare, mentre egli stesso muore e scompare, in un modo o nell’altro, a ogni istante?Da qui nasce un’altra domanda: non sarebbe forse più profondo, più autentico, essere fedeli a ciò che è presente – e soprattutto a ciò che deve ancora venire?In questo contesto mi accompagnano sempre due questioni, inseparabili.La prima è questa: se so che non è giusto avere sempre ragione, come posso essere fedele al passato, o a qualcosa che appartiene al passato?La seconda: esiste forse un diritto mancante, un diritto assente, che dovrebbe essere aggiunto ai diritti dell’uomo?Per affrontare queste domande devo anzitutto riconoscere che il tempo non mi visita mai senza portare con sé qualcosa della mia morte.2. L’essere umano è, insieme, essere e divenire. Nel vivere quotidiano, l’essere umano sembra dedicarsi soprattutto all’essere, affidando il divenire a sé stesso.Io, invece, sono attratto dal divenire. L’essere umano costruisce la propria identità mentre crea le proprie idee e le proprie opere. Egli è dunque divenire – nel senso umano e creativo del termine – ed è proprio questo che lo distingue dalle creature prive di parola e dalle cose.Se l’identità è invenzione, allora l’essere umano è divenire - e la sua fedeltà riguarda ciò che inventa, non ciò che riceve in eredità.3. Il giorno, finché vi sei dentro, è piuma che vola.Perché, svanendo, diventa simile a una roccia?Perché percepiamo il tempo solo dopo che è passato?4. Da quando ho iniziato a scrivere, la luce non ha mai smesso di farsi strada tra ciò che ho detto e ciò che vorrei dire. Ancora oggi è all’inizio del suo cammino.Così, le mie strade si distendono soltanto tra me e la luce.È forse per questo che mi sembrano molteplici?È forse per questo che sento di dividermi in molte persone?Potrei aizzarle l’una contro l’altra, metterle una di fronte all’altra, schierarmi con una contro l’altra. Tutto questo per uno scopo essenziale: scoprire la possibilità, il potenziale, il volto nascosto - e demolire l’ottusità della chiarezza, fino ai suoi limiti estremi.In tutto questo, una frase di Valéry su Nietzsche mi aiuta a comprendermi e a illuminarmi. Dice così: «Egli è tutto ciò che non vuole essere, e non possiede nulla di ciò che vorrebbe essere».E prima ancora: «Come vive un uomo che sente di non essere nel suo tempo, e di non essere nel suo luogo?».
Adonis: «Perché non siamo fedeli al nostro futuro?»
Il grande poeta arabo si interroga al festival Taobuk













