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È un lungo, grande polittico dello Stretto quello che con i colori di una scrittura di raffinato lirismo, padre Antonio Spadaro dipinge nel prezioso volume “La Sicilia è un sentimento. Viaggio sul limite dello Stretto” (Touring Club Italiano), ma è anche un poema, una partitura musicale, che ci fa il dono di una educazione al tempo e allo sguardo, per suggerirci la percezione di quella realtà che guardiamo, sfioriamo, costeggiamo, attraversiamo, magari senza vederla veramente. E invece bisogna lasciarsi andare a quello sguardo, così come è stato altrettanto prezioso lasciarsi andare ad ascoltare le parole vive di padre Spadaro, messinese, gesuita, sottosegretario del Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede, a lungo direttore di “La Civiltà Cattolica” e membro del Comitato scientifico di Taobuk, in dialogo, ieri a Palazzo Corvaja, con Anna Mallamo, giornalista della Gazzetta del Sud e scrittrice (vincitrice, tra le altre cose, del SuperMondello” con il suo “Col buio me la vedo io”, Einaudi): entrambi “strettesi”, perché «la lezione dello Stretto, è unica, costante, continua» - ha detto la giornalista - ricordando che padre Spadaro, fine teologo e filosofo, ha firmato per Feltrinelli la prefazione all’enciclica “Magnifica humanitas” di papa Leone XIV.