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La Fiducia è andata in scena ieri sul palco del Teatro Antico di Taormina, con il Taobuk Gala, che ha premiato l’opera culturale di personaggi che hanno saputo tradurre nella quotidianità il concept della XVI edizione della kermesse letteraria.Durante la serata, condotta dalla presidente e direttrice artistica del Festival Antonella Ferrara assieme a Massimiliano Ossini, a ricevere il Taobuk Award for Excellence sono stati gli scrittori Abdulrazak Gurnah, Premio Nobel per la Letteratura, Haruki Murakami, Dacia Maraini, Jonathan Coe e Donato Carrisi, l’artista Anish Kapoor, il direttore d’orchestra Vitali Alekseenok, l’attrice e regista Valeria Bruni Tedeschi, il sassofonista Stefano Di Battista, la cantante Nicky Nicolai, il direttore e fondatore della Compagnia Zappalà Danza Roberto Zappalà e l’attrice Ester Pantano.Gli Awards vanno anche al cardinale Gianfranco Ravasi, che ha dialogato nei giorni scorsi con Caterina Andò, componente del comitato scientifico di Taobuk e responsabile della comunicazione, con l’introduzione della rettrice dell’Ateneo di Messina Giovanna Spatari, e all’economista Ester Duflo, premio Nobel per l’Economia.

Voci prestigiose quelle che si sono avvicendate sul palco. Quella di Maraini è risuonata in maniera potente a favore della parità e dell’affermazione dei diritti delle donne, dal voto («non è un dovere, è un diritto: esercitiamolo!»), alla tutela in ambito familiare e lavorativo. «Non possiamo pensare di vivere in una bolla: quello che succede in Iran ci riguarda e dovremmo protestare di più pubblicamente. Non è una battaglia delle donne, ma di tutti». Ha accennato all’andamento del mercato editoriale per le donne facendo riferimento al fatto che nelle tracce della maturità non ce ne fosse nessuna che riguardava autrici. «Il futuro - ha però affermato - va costruito con la fiducia». Maraini è stata premiata dal commissario della Fondazione Taormina Arte Bernardo Campo e il teatro stracolmo le ha tributato un’ovazione con il pubblico in piedi ad applaudire non solo la sua carriera, ma la sua voce incrollabile. E altrettanto potente è stato il monologo di Donato Carrisi sul femminicidio, un crescendo concluso con l’invettiva contro chi vorrebbe negarlo, scandita tra gli applausi. Sul palco anche Kapoor che ieri durante l’inaugurazione della sua mostra aveva spostato il dialogo sul tema della fiducia, filo conduttore di questa edizione del festival. Alla domanda su dove sia ancora possibile riporla, la risposta è arrivata immediata: «Nell’arte, nella cultura». E subito dopo una riflessione che ha allargato il discorso oltre la mostra: «Il valore di festival come Taobuk, consiste nel custodire spazi necessari, soprattutto in un momento storico che sembra averne urgente bisogno. Il nostro mondo è triste perché ossessionato dal denaro e dal possesso».