Il via è scattato alle 8.30 in punto. Nelle aule dei licei, degli istituti tecnici e professionali di Torino e provincia sono comparsi ventagli, bottigliette d'acqua, tarallini, spicchi di mela e mini ventilatori . È cominciata così la prima prova dell'Esame di Stato, il tradizionale tema di italiano che ogni anno mette alla prova non soltanto la preparazione degli studenti, ma anche la loro capacità di leggere il presente attraverso le parole degli intellettuali.
Sono 18.300 i maturandi torinesi, di cui 465 privatisti. Numeri che fanno del Piemonte una delle regioni più coinvolte nell'appuntamento che segna il passaggio all'età adulta.
Sette le tracce proposte dal Ministero, uguali per tutta Italia e suddivise nelle tre tipologie previste: due analisi del testo, tre testi argomentativi e due temi di attualità. Un mosaico di autori e temi che, quest'anno, sembra raccontare un Paese sospeso tra memoria, identità e cambiamento.
Nell'analisi del testo poetico è comparso Cesare Pavese, autore che a Torino continua a essere presenza viva, quasi quotidiana. Le sue parole hanno riportato gli studenti dentro quel Novecento inquieto e insieme modernissimo che ancora interroga le nuove generazioni. Dall'altra parte, la prosa di Vitaliano Brancati ha offerto uno sguardo diverso sull'Italia, sulle sue contraddizioni e sulle maschere del potere e della società.














