C'è tanta Torino nelle tracce della Maturità 2026. Da Cesare Pavese a Giuseppe Saragat, fino a Piero Bianucci, il capoluogo piemontese affiora tra gli autori e i riferimenti scelti dal Ministero per la prima prova di italiano. Un filo rosso che attraversa letteratura, politica e divulgazione scientifica e che accompagna il debutto all'esame di Stato per migliaia di studenti.
Il via è scattato alle 8.30 in punto. Nelle aule dei licei, degli istituti tecnici e professionali di Torino e provincia sono comparsi ventagli, bottigliette d'acqua, tarallini, spicchi di mela e mini ventilatori . È cominciata così la prima prova dell'Esame di Stato, il tradizionale tema di italiano che ogni anno mette alla prova non soltanto la preparazione degli studenti, ma anche la loro capacità di leggere il presente attraverso le parole degli intellettuali.
Sono 18.300 i maturandi torinesi, di cui 465 privatisti. Numeri che fanno del Piemonte una delle regioni più coinvolte nell'appuntamento che segna il passaggio all'età adulta.
Sette le tracce proposte dal Ministero, uguali per tutta Italia e suddivise nelle tre tipologie previste: due analisi del testo, tre testi argomentativi e due temi di attualità. Un mosaico di autori e temi che, quest'anno, sembra raccontare un Paese sospeso tra memoria, identità e cambiamento.













