Anche quest’anno il Comune Porto Recanati ha ricevuto la Bandiera Gialla, l’ambito vessillo che spetta alle località ritenute "bike friendly". Per questo martedì il consigliere comunale di maggioranza Gianluigi Serena ha partecipato alla cerimonia di premiazione della Bandiera Gialla, organizzata a Rimini dalla Federazione italiana ambiente e bicicletta (Fiab). Il momento ha visto la premiazione di 171 Comuni italiani impegnati nella promozione della mobilità sostenibile e nell’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano. "Ritirare la Bandiera Gialla Fiab non è solo un premio, ma un impegno – ha dichiarato il consigliere Serena –. Questo riconoscimento conferma la volontà della nostra città di mettere la bici al centro della mobilità, con l’obiettivo di avere meno auto, più sicurezza e una migliore qualità della vita. Portiamo a casa questa Bandiera Gialla e continueremo a pedalare verso una città più sostenibile, insieme ai cittadini e alle associazioni".

Tuttavia sono subito arrivate le critiche del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, che ha fatto riferimento al progetto del biciplan, avviato pochi anni fa dalla giunta Michelini ma di cui non si ha più notizia. "Prendiamo atto della Bandiera Gialla, attribuita dalla Fiab – afferma FdI –. È giusto però ricordare che non si tratta di un premio, ma di un sistema di valutazione: alla nostra città sono attribuiti due bike smile su una scala da 1 a 5. Un punteggio fermo da anni, che fotografa una città ancora lontana dall’essere a misura di bicicletta. Per questo riteniamo che, più della cerimonia, contino i fatti". Proprio qui si scatenano le polemiche del partito di destra. "Il biciplan lo abbiamo contestato, raccogliendo le preoccupazioni di residenti e commercianti ed evidenziando sviste ed errori – riprende FdI –. Il Comune ha affidato a un professionista esterno, con risorse pubbliche, la redazione del biciplan. A distanza di tempo, i cittadini hanno il diritto di sapere a che punto siamo. Qual è oggi lo stato di attuazione del biciplan? Sono stati ottenuti i permessi necessari per le infrastrutture previste? Quali interventi sono stati cantierizzati rispetto a quanto pianificato e pagato con denaro pubblico? Esiste un cronoprogramma reale, con tempi e coperture? E se quel piano è stato di fatto accantonato, l’amministrazione abbia il coraggio di dirlo con chiarezza: sarebbe la conferma che le criticità che abbiamo sollevato erano fondate".