FIRENZEIl fenomeno degli affitti brevi si allarga a vista d’occhio e le limitazioni potrebbero correre di pari passo. "Non ci attendiamo i numeri dell’area Unesco ma dati più simili ai quartieri in cui di recente è stata applicata l’estensione del blocco". Così Filippo Celata, docente della Sapienza a cui Palazzo Vecchio si è affidato per valutare l’impatto degli affitti brevi in città, inquadra l’allargamento del fenomeno verso Chianti e Mugello. Il tema è sotto la lente della MetroCittà che sulla scia di Firenze vuole intervenire in tempo per tutelare da una parte i residenti e dall’altro il turismo di qualità. "Lo studio che ci ha affidato la Metrocittà sarà pronto entro fine anno – annuncia l’esperto di Geografia economica –. Il fenomeno degli affitti brevi riguarda le grandi città ma arriva anche nei luoghi ben connessi, come ad esempio la campagna fiorentina". Il boom di affitti brevi a Firenze si ripercuote di riflesso anche sui territori vicini: "Il secondo problema che vogliamo approfondire – continua Celata – riguarda la domanda abitativa che a Firenze non è più soddisfatta. I fiorentini che vanno altrove e magari si spostano proprio nei comuni vicini, provocano una pressione sul mercato della casa anche nei territori limitrofi".Ora la Metrocittà agirà da cabina di regia per applicare i correttivi. "Le restrizioni degli affitti brevi in Chianti e Mugello? Si potranno applicare azioni mirate, ma solo dopo un’accurata analisi che misurerà i tassi di crescita del fenomeno – chiarisce Celata –. Saranno poi i sindaci a trovare gli strumenti più adatti per governare il fenomeno". Di cui si parla anche nello studio realizzato dal centro Full del Politecnico di Torino che punta la lente sui cosiddetti ’large host’: "Nel periodo 2017–2024 si osserva una graduale diffusione del fenomeno al di fuori del capoluogo, con un rafforzamento delle prestazioni in diversi contesti periurbani", si legge nel documento che osserva: "Nel 2024 le concentrazioni maggiori di annunci si registrano nei comuni collinari a sud (in particolare Greve e San Casciano), dove la prossimità a Firenze si combina con attrattività paesaggistiche e turistiche. Una presenza intermedia caratterizza alcuni comuni come Bagno a Ripoli, Scandicci e Pontassieve – mentre in altri (Calenzano, Campi, Sesto, Rufina, Londa e Signa) il fenomeno risulta più contenuto". Si fanno anche degli esempi: "Impruneta mostra una lieve riduzione degli annunci (da 294 a 270, -8,16%), ma un forte incremento dell’utilizzo e della redditività: le notti prenotate aumentano da 3.390 a 7.502 (+121,30%) e i ricavi medi annui per annuncio passano da 7.302 a 21.483 euro (+294,21%)". A farla da padrone sono i ’pesci grossi’: "I large host controllano una quota molto elevata dell’offerta (31,6% delle unità) e intercettano una quota ancora più alta di ricavi: oltre 220 milioni di euro, pari al 42,1% dei ricavi totali, nonostante i large host rappresentino meno del 4.8% degli operatori".Alessandro Pistolesi
Stop affitti brevi nell’hinterland: "Lo studio pronto entro l’anno". Ricavi boom per i grandi host
L’esperto della Sapienza: "Firenze incide sul mercato della casa anche nei comuni vicini". Mugello e Chianti sotto la lente. L’analisi del Politecnico: "Le offerte in mano a pochi".









