Un argine al fenomeno degli affitti brevi che sconfina anche fuori Firenze e inizia a preoccupare seriamente i territori dell’hinterland, dal Mugello fino al Chianti. La regia è affidata alla Città Metropolitana che farà da acceleratore al processo, in vista di limitazioni che non riguarderanno più solo Firenze. È quanto emerso dal vertice di ieri tra i Comuni fiorentini, convocato dalla Metrocittà. Al vaglio uno stop per le ’zone calde’ del Mugello e del Chianti, mentre per Scandicci la riflessione è in corso. La decisione arriverà alla fine dello studio commissionato agli esperti della Sapienza di Roma, gli stessi a cui si è rivolto il Comune di Firenze.
"Abbiamo invitato l’assessore al Turismo Jacopo Vicini per approfondire il tema e illustrare la natura del provvedimento preso da Firenze", spiega Nicola Armentano, capogruppo Pd in Metrocittà e promotore del summit. L’obiettivo è estendere le restrizioni dove necessario. "La Città Metropolitana si farà carico di accelerare lo studio per fotografare il fenomeno – ancora Armentano –. Dall’incontro è emerso che ci sono esigenze diverse sui territori: Scandicci ad esempio non ha le stesse necessità che presentano il Mugello o Greve in Chianti". Questi due territori stuzzicano gli appetiti dei turisti più facoltosi e i Comuni stanno valutando le ricadute sui residenti. "Si tratta di costruire un abito su misura a seconda delle esigenze di ciascun territorio", sintetizza il capogruppo dem in Metrocittà. Proprio l’ente metropolitano avrà il compito di coordinare i lavori con la regia di Sara Di Maio, sindaca di Barberino di Mugello e delegata al Turismo per la Città Metropolitana. L’obiettivo finale sarà adottare dei provvedimenti che vadano a contenere e riequilibrare il fenomeno. "Per altri Comuni come Scandicci – ancora Armentano – il fenomeno degli affitti brevi non è in fase avanzata, ma è comunque necessario un monitoraggio per trovare con il tempo uno strumento che garantisca equilibrio tra lo sviluppo del turismo e la tutela della residenza". Serve un’azione più rapida invece per Chianti e Mugello che vanno verso "una crescita esponenziale dell’utilizzo delle case per gli affitti brevi". E la volontà è di "interrompere questa proiezione nel più breve tempo possibile". La Città Metropolitana andrà in pressing sugli esperti della Sapienza perché "l’esigenza di trovare una risposta è immediata". E in Mugello intanto il fenomeno sta galoppando. "Gli affitti brevi stanno dilagando, nell’ultimo periodo le locazioni turistiche sono raddoppiate in quasi tutti i Comuni del Mugello – afferma Sara Di Maio –. Sulla base dei dati di Firenze vogliamo capire come si possa anche noi regolamentare il fenomeno. Non siamo contrari alla promozione del territorio ma serve un turismo più professionale". E ora la Città Metropolitana è pronta a scendere in campo.






