Redazione

16 maggio 2026 09:23

Foto d'archivio

Continua il dibattito sulla sentenza del Tar Toscana sul regolamento comunale degli affitti brevi tra gli operatori del settore. Per Property Managers Italia, l’impatto della decisione rischia di essere significativo sia per le imprese sia per il mercato turistico cittadino. “La cosa che più sorprende della sentenza del Tar Toscana è che non si entri davvero nel merito della logica delle singole restrizioni introdotte dal regolamento” afferma Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence, commentando il pronunciamento con cui il Tribunale amministrativo ha respinto i ricorsi contro le norme del Comune di Firenze sulle locazioni turistiche brevi.Secondo Fagnoni, alcuni passaggi del regolamento restano difficili da interpretare anche sul piano logico e giuridico. “Un appartamento può essere considerato perfettamente idoneo per ospitare una persona o una famiglia con un contratto residenziale di quattro anni, ma improvvisamente diventare inadatto se la permanenza è di pochi giorni. È un principio che continuiamo a ritenere poco coerente”.Il nodo principale, però, riguarda le possibili ricadute economiche. “Le conseguenze della sentenza rischiano ora di avere effetti concreti sull’intero sistema cittadino. Molte società che oggi operano regolarmente nel settore stanno lavorando grazie al regime transitorio previsto dal regolamento. Ma cosa accadrà alla fine delle deroghe se una parte significativa degli immobili non potrà ottenere i nuovi requisiti richiesti? Il rischio reale è che molte attività siano costrette a chiudere”, sottolinea il presidente.Un tema centrale, per le imprese del comparto, è anche quello dell’indotto: “Parliamo di aziende che generano occupazione, indotto economico e milioni di euro di tassa di soggiorno per il Comune. Ridurre drasticamente l’offerta extralberghiera significa inevitabilmente ridurre anche queste entrate”.Fagnoni mette poi in guardia sugli effetti sul mercato turistico: “La sentenza finisce inevitabilmente per favorire le strutture ricettive tradizionali. Se si elimina una parte importante della concorrenza rappresentata dagli appartamenti turistici, gli alberghi potranno aumentare i prezzi in modo ancora più forte, soprattutto nei periodi di alta domanda”.Infine, uno sguardo agli effetti sociali: “Il rischio è trasformare progressivamente Firenze in una città accessibile solo a un turismo più ricco, con meno soluzioni ‘democratiche’ e flessibili per famiglie, giovani e viaggiatori con budget normali. È una dinamica che abbiamo già visto in città come New York”.“Continuiamo a pensare che servano regole equilibrate e sostenibili, non misure che riducono l’offerta senza affrontare davvero i problemi strutturali della città”, conclude Fagnoni.Sul fronte politico intervengono anche i capigruppo di Forza Italia, Marco Stella e Alberto Locchi, che definiscono la sentenza “devastante” e avvertono sulle possibili conseguenze per la città.“La sentenza del Tar contro le locazioni turistiche, se non verrà rovesciata nei successivi gradi di giudizio, avrà conseguenze disastrose per Firenze: finirà per favorire specialmente gli alberghi che potranno aumentare i prezzi in modo ancora più forte, non avendo più la concorrenza degli affitti brevi che calmieravano le tariffe, e la città si trasformerà in una meta turistica per ricchi”, dichiarano. “Senza contare quello che il Comune perderà in termini di introiti dalla tassa di soggiorno. È una sentenza devastante, sotto ogni profilo”. I due esponenti di Forza Italia stimano inoltre possibili ricadute economiche più ampie: “La giunta Funaro è contro la ricchezza – accusano – perché rinunciare alle locazioni turistiche significa rinunciare a 3,5 miliardi di Pil in questa città e a 70 milioni di euro di imposta di soggiorno”.Forza Italia propone anche una misura di compensazione: destinare “il 20% dell’imposta di soggiorno all’ammodernamento degli alberghi”, sostenendo che gli affitti brevi rappresentino “uno degli ultimi ammortizzatori sociali rimasti”, con un coinvolgimento stimato di circa 30mila persone.“Rinunciare a tutto questo è autolesionistico”, concludono Stella e Locchi, esprimendo preoccupazione anche per possibili estensioni delle restrizioni oltre il centro storico e chiedendo un intervento del Consiglio di Stato.