Bologna, 18 giugno 2026 – “Le frasi pronunciate da Vannacci sul femminicidio sono talmente gravi… E purtroppo sono arrivate a tutti visto il ruolo che questa persona ricopre”. Stefania Matteuzzi da quattro anni porta avanti una battaglia di sensibilizzazione al rispetto in nome di sua sorella Alessandra, ammazzata barbaramente dall’ex sotto casa in via dell’Arcoveggio il 23 agosto 2022. Stefania ha anche condannato in maniera fermissima le parole pronunciate dal generale, che aveva detto che “il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri”.

La testimonianza in aula e il dolore per gli insulti social

E ieri, in una udienza del processo a carico di quattro haters (giudice Nicolina Polifroni, pm titolare dell’inchiesta Bruno Fedeli), che si sono resi autori di offese postate sui social contro sua sorella e accusati di diffamazione aggravata in danno di un defunto, Stefania era tra i testimoni. E, tra le lacrime, in aula ha raccontato tutto: ripercorrendo, con sofferenza, cosa ha provato nel leggere quegli insulti - anche pesantissimi - all’indirizzo della sorella uccisa dall’ex a calci, pugni, colpi di martello e panchina dopo un periodo di persecuzioni.

Davanti al giudice ha parlato del rapporto strettissimo che aveva con la sorella, di quanto tutti abbiano sofferto nel leggere quelle offese - dopo che era stata brutalmente assassinata - con messaggi spregevoli, molto fastidiosi e in qualche caso dai toni violenti.