BOLOGNA – Tre anni fa veniva uccisa Alessandra Matteuzzi, presa a pugni e colpita più volte con una panchina sotto casa. Era il 23 agosto 2022. “Il dolore è quello dei primi giorni. Sempre lancinante. Anzi, a volte è anche peggio”, ha detto nei giorni scorsi la sorella Stefania, che attende il 17 settembre, quando il processo per il femminicidio della sorella approderà in Cassazione. In primo e secondo grado l’ex compagno di Sandra, Giovanni Padovani, è stato condannato all’ergastolo.

Oggi, a nome della città, la ricorda il sindaco Matteo Lepore. Quel 23 agosto “ci ritrovammo in tanti e tante sotto la sua casa, in strada per mobilitarci a seguito dell’ennesimo atto di violenza assassina contro una donna da parte di un uomo. Da allora, sono successe molte cose, ma non abbastanza”, sottolinea Lepore. “La battaglia della famiglia, il Comune e i centri antiviolenza che si costituirono parte civile. La condanna all’ergastolo dell’autore. Percorsi giudiziari che proseguono".

"Scrivo questo post – aggiunge il sindaco - per ricordarla insieme a voi e abbracciare ancora una volta la sorella Stefania e con lei tutti i suoi affetti più cari. Per non dimenticare, per manifestarle ancora una volta la vicinanza di tutta la nostra città. E per continuare a non voltarci dall’altra parte. Perché accade ancora tutti i giorni in Italia e a anche a Bologna. E noi uomini siamo chiamati a risponderne, nei nostri atteggiamenti, comportamenti, scelte, parole, responsabilità. Per Alessandra e tutte le altre”.