Il dolore «è quello del primo giorno, profondo, acuto, sempre lancinante. Anzi, a volte è anche peggio». A meno di un mese dall’udienza in Cassazione, Stefania Matteuzzi non se la sente di affrontare una commemorazione pubblica per la sorella Alessandra, uccisa sotto casa, in via dell’Arcoveggio, dall’ex compagno Giovanni Padovani il 23 agosto di tre anni fa.
Preferisce aspettare l’ultimo atto del processo: «Solo con la condanna definitiva potrò dire di avere ottenuto giustizia per Sandra». Per questo assieme alla famiglia, in vista dell’anniversario, ha scritto una lettera a nome dei famigliari. Poche righe, intense: «Cara Sandra, sono passati 3 anni dalla tua scomparsa, una terribile morte che ti ha strappato alla vita e all’amore dei tuoi cari.
Un atroce femminicidio che ha ferito tutta la città di Bologna e tutta Italia. Sai Sandra, tutta Bologna ci è sempre stata vicino e ci ha dato la forza per andare avanti in questi anni». Senza dimenticare, continua la lettera, che manca ancora un tassello: «Il 17 settembre ci sarà l’ultimo grado di giudizio e noi saremo in Cassazione affinché la giustizia riconfermi l’ergastolo al tuo assassino».
Dopo la sentenza «organizzeremo un momento in cui ti ricorderemo». E questo anche per mantenere la promessa di «continuare a lottare per te e per tutte le donne che ogni giorno vengono assassinate».







