Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiSulla questione dello Stretto di Hormuz, “noi siamo pronti ma a seguito dell'endorsement del Parlamento, qualora questa missione dovesse essere autorizzata. Fin quando non c’è il passaggio parlamentare la missione rimane potenziale sulla carta". Lo ha detto il capo di Stato Maggiore della Difesa, Luciano Portolano, rispondendo alle domande dopo l'audizione davanti alle commissioni riunite Esteri e Difesa della Camera e del Senato. "Da un punto di vista militare - ha spiegato - ho evidenziato la necessità che vi sia un forte coordinamento tra questa operazione e quelle già presenti nell'area. E anche un forte legame con tutta la componente della Difesa italiana che attualmente è schierata nei paesi rivieraschi. È un sistema complesso e coordinato".

"Da tempo siamo inseriti e lavoriamo in una sorta di coalizione di volenterosi attualmente capeggiata da Uk e dalla Francia. In questo contesto esiste una sorta di pianificazione prudenziale che comunque deve assolutamente riferirsi poi ad un quadro di stabilità nell'area e a un accordo di pace tra le parti", ha aggiunto il Capo di stato maggiore della Difesa. Qualora ci fosse l'approvazione della missione da parte del parlamento, essa, ha spiegato Portolano, "prevederebbe per parte italiana l'impiego di due cacciamine che abbiamo preposizionato a Gibuti, ma anche un'unità di scorta e una unità di supporto logistico che andrebbe poi a coordinarsi e a cooperare con tutte le unità e tutte le componenti marittime all'interno di questa 'Coalition of the willing'". "Dal punto di vista militare - ha sottolineato il Capo di stato maggiore della Difesa - ho evidenziato la necessità che vi sia un forte coordinamento tra questa operazione e quelle già esistenti dell'Unione Europea nell'area, mi riferisco alle operazioni Atalanta ed Aspides", insomma, è necessaria "una forte cooperazione con loro, così come anche un forte legame con tutta la componente della difesa italiana che attualmente è schierata nei paesi rivieraschi del Golfo che hanno chiesto un incremento delle loro capacità nel settore della difesa aerea. Quindi un sistema complesso e coordinato che poi costituirebbe la struttura di questa missione".