di
Rinaldo Frignani
L'accordo fra Usa e Iran era una delle condizioni indispensabili per l'inizio della missione: ora serve l'ok del Parlamento. I cacciamine si sono già mossi nelle settimane scorse da La Spezia verso il Mediterraneo. Andranno definite le regole d'ingaggio
Ora più che mai è tutto pronto. Con l'accordo Usa-Iran si è realizzata la condizione indispensabile per la Difesa italiana affinché possa partire la missione di sminamento dello Stretto di Hormuz, ribadita proprio nelle ultime ore dalla premier Giorgia Meloni, che deve però ancora avere l'ok del Parlamento. Non obbligatorio, ma comunque necessario per fornire anche la copertura politica a un'iniziativa in accordo con i partner europei - primi fra tutti Francia e Gran Bretagna - che prenderanno parte alla trasferta in Medio Oriente.
Già nelle settimane scorse era stato messo a punto il piano d'intervento delle unità della Marina militare. In particolare dei cacciamine che erano già salpati dalla base navale di La Spezia in direzione Mediterraneo, per avvicinarsi al teatro delle operazioni nell'ipotesi concreta, ora realtà, di un cessate il fuoco a Hormuz.















