Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenuti«Lo stretto di Hormuz è ormai un passaggio a rischio. E l’Europa non ha imparato la lezione». Gianclaudio Torlizzi, analista, consigliere del ministro della Difesa Guido Crosetto e fondatore di T-Commodity, spiega perché la crisi di Hormuz segna una svolta nella globalizzazione e perché gli Stati Uniti, se l’accordo di venerdì sarà firmato, escono rafforzati dal confronto con l’Iran.
Domanda. Quanto vale Hormuz?
Risposta. Prima del conflitto lo stretto vedeva il passaggio di 130-140 navi al giorno, trasportando circa il 20% del petrolio mondiale e una quota significativa di LNG globale. Tra il 10 e il 14 giugno sono stati registrati solo 29 transiti verificati (greggio, prodotti raffinati, LPG, chimici, metanolo), circa 5-6 navi/giorno, molte delle quali navigano “al buio” (AIS spento) lungo la rotta costiera omanita con scorta della US Navy.
D. E dopo l’annuncio del deal USA-Iran del 14-15 giugno?
R. Non si è registrato nessun cambiamento significativo. L’unica metaniera LNG transitata è la Disha (Petronet, India), caricata a Ras Laffan il 1° marzo e rimasta in attesa per oltre 3 mesi.









