In una netta svolta rispetto alle precedenti previsioni, nove funzionari della Fed stimano almeno un aumento dei tassi di interesse quest’anno, mentre la banca centrale ha anche eliminato dal comunicato di politica monetaria il riferimento che lasciava intendere come prossima mossa un taglio dei tassi.
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Il comunicato, insolitamente breve, riflette con ogni probabilità l’influenza del nuovo presidente della Fed, Kevin Warsh, nominato da Trump, che in passato aveva criticato la banca centrale per le sue osservazioni troppo estese sull’andamento dell’economia.
Sei responsabili di politica monetaria prevedono due o più rialzi dei tassi nel corso dell’anno, un netto cambiamento rispetto a marzo, quando nessun membro aveva messo in conto un aumento e il comitato nel suo complesso stimava un solo taglio nel 2026.
Il cambiamento riflette la crescente preoccupazione per un’inflazione persistente, oggi ai massimi da tre anni. Diversi funzionari della Fed hanno avvertito di recente che potrebbero essere necessari costi di finanziamento più elevati se le pressioni sui prezzi non dovessero attenuarsi.













