Nella prima riunione presieduta da Kevin Warsh, il nuovo presidente nominato a maggio da Donald Trump, il board della Federal Reserve ha deciso di lasciare invariati i tassi al 3,50%-3,75%, come ampiamente previsto dai mercati.

Il nuovo corso sembra più orientato alla lotta all’inflazione.

Da quanto emerso dalla riunione, infatti, non ci sono all'orizzonte nuovi tagli dei tassi d’interesse, che potrebbero rimanere fermi per molto tempo.

Alcuni membri della Fed vedono persino il rischio di futuri rialzi.

I prezzi al consumo negli Stati Uniti continuano a correre con la crisi energetica causata dalla guerra in Iran.