L'attesissima riunione di politica monetaria della Federal Reserve di mercoledì arriva in un clima di incertezza: non è chiaro se i responsabili di politica monetaria stiano perdendo la pazienza con l'inflazione e, in tal caso, se siano pronti a trasformare la frustrazione in azione. Le aspettative, per ora, propendono per un "non ancora".
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Gli economisti statunitensi, in larga maggioranza, si aspettano che la Fed lasci i tassi invariati questa volta, ma giudicano elevato il rischio di un rialzo, che molti ormai mettono in conto per settembre.
La decisione di politica monetaria arriva mentre le rinnovate tensioni in Medio Oriente hanno fatto impennare di nuovo i prezzi del petrolio, riaccendendo i timori che l'inflazione possa continuare a salire nella maggiore economia mondiale.
Oltre alla guerra che coinvolge l'Iran, tra i fattori che alimentano le pressioni inflazionistiche ci sono i dazi del presidente Donald Trump sui beni stranieri e un'ondata di investimenti nei data center per alimentare l'intelligenza artificiale, che sta spingendo al rialzo il costo dei chip, delle apparecchiature e dell'elettricità.













