Dopo gli anni di forte crescita post-pandemica, il settore vitivinicolo italiano ha tirato il fiato. Secondo i dati contenuti nell’annual report di Valoritalia, gli imbottigliamenti nel 2025 sono diminuiti del 2,1%, calo a cui ha fatto seguito un'ulteriore contrazione del 5,4% nei primi cinque mesi di quest’anno. Andando ad analizzare i dati nel dettaglio, emerge però come i vini a maggior valore aggiunto abbiano resistito meglio: i Doc e Docg hanno infatti registrato una crescita media attorno all’1%, mentre gli Igt hanno subito una flessione dell’11%. Sempre nel 2025 è proseguito il trend positivo di spumanti (+1,7%), rosati (+5,7%) e vini bianchi fermi (+6,3%), mentre i vini rossi hanno accusato un calo superiore al 13%.

Anche le denominazioni di dimensioni medio-grandi mostrano una maggiore capacità di resistere alle fasi di mercato più complesse, registrando variazioni meno marcate rispetto alla media generale. Al contrario, le micro-denominazioni risultano più esposte alle oscillazioni della domanda. Una dinamica che trova conferma osservando la dimensione dei Consorzi di tutela: all’aumentare dei volumi commercializzati e della rappresentatività della filiera, migliorano infatti la capacità di risposta e le performance complessive delle organizzazioni consortili.