C’è un momento in cui i numeri smettono di essere semplici cifre e diventano bussola.
È quello che ha cercato di fare Valoritalia presentando, nella cornice dell’Hotel Sina Bernini Bristol di Roma, il suo Annual Report 2026: non uno sguardo nostalgico su un anno difficile, ma uno strumento per orientarsi in un mercato che cambia più in fretta di quanto le imprese riescano ad adattarsi. Il vino italiano resta un patrimonio straordinario, ma il ciclo di crescita post-pandemico si è chiuso e ora bisogna fare i conti con la realtà.
Ad aprire i lavori è stato Francesco Liantonio, Presidente di Valoritalia, che ha voluto dare voce al Ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida leggendone il messaggio di saluto: “Oggi l’agricoltura italiana è tornata finalmente protagonista: siamo la prima economia agricola d’Europa per valore aggiunto — oltre 44 miliardi di euro — e primo produttore mondiale di vino, con un export che nel 2025 ha toccato i 7,8 miliardi e detiene il record di ben 520 vini di origine certificata. Si tratta di prodotti unici, in grado di raccontare la ricchezza dei nostri territori e della nostra cultura millenaria, autentici ambasciatori del Made in Italy nel mondo. Il riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio immateriale dell’Unesco testimonia lo straordinario interesse per la nostra qualità, le nostre tradizioni e il nostro modo di vivere e stare insieme.”






