Sabato scorso il corteo dei neofascisti della remigrazione ha sfilato indisturbato per le strade di Roma tra saluti romani e cori fascisti. Mentre i camerati del terzo millennio godevano di piena agibilità nello spazio pubblico, giornaliste e giornalisti presenti a documentare la giornata, hanno invece vissuto un clima infame tra pedinamenti, intimidazioni e violenze.

SPINTE, INSULTI E MINACCE SQUADRISTE

Marco Sales, giornalista del programma È sempre Cartabianca condotto da Bianca Berlinguer, è stato il primo ad essere coinvolto dalle modalità squadriste degli attivisti di Casapound, fondatori del comitato Remigrazione e riconquista. Appena arrivati al concentramento del corteo il collega ha raggiunto il piccolo gazebo dove si trovava il portavoce di Casapound Luca Marsella, chiedendo se potesse rivolgergli alcune domande sulla proposta di legge popolare sulla remigrazione: «La prima cosa che mi ha detto è che ero in malafede e con me non avrebbe parlato». Il collega ha cercato di argomentare le domande ma il clima è diventato ancora più teso: «Alla seconda domanda mi ha tirato addosso dell’acqua da una bottiglietta».

Ma non è stato l’unico attacco al giornalista: a fine corteo, mentre era in mezzo ai manifestanti, «mi hanno spinto e buttato a terra il telefono, come testimoniano i video che abbiamo mandato in onda. Lo hanno fatto militanti che avevo già incontrato in altre zone d’Italia alle iniziative sulla remigrazione».