Sarà una giornata lunga e ingarbugliata, quella del 13 giugno a Roma. Per sabato da tempo è annunciato il corteo nazionale del cartello che sostiene la legge di iniziativa popolare per la «remigrazione», che comprende CasaPound, Veneto Fronte Skinheads, Rete dei patrioti e altre piccole formazioni di estrema destra.
Di fronte a questo proposito, un vasto arco di forze che va dal sindacato ai movimenti passando per i partiti dell’opposizione e organizzazioni della società civile, ha chiesto che la manifestazione venisse vietata. Ma questura e prefettura hanno fatto capire che l’evento non si poteva impedire del tutto, ma che questo si sarebbe svolto lontano dal centro storico e da alcuni luoghi sensibili. Dal fronte remigrazionista hanno cercato di rassicurare i loro, dicendo che la manifestazione si sarebbe tenuta ma che il percorso del corteo sarebbe stato rivelato soltanto «a una settimana» dall’appuntamento. Un segno di debolezza, che ricorda le piccole adunate degli ultimi anni, quando gli organizzatori non avevano la forza di dare un appuntamento pubblico. È un po’quel che accade con il raduno fascio-rock promosso da CasaPound sempre per la serata di sabato prossimo: la quindicesima edizione de La Tana delle Tigri, al di là di locandine fiammeggianti e della partecipazione dei ZetaZeroAlfa, la band del leader di Cp Gianluca Iannone, si tiene in luogo misterioso. Dinamiche che appartengono più a cerimonie per iniziati che a eventi di massa aperti al pubblico.










