Alla manifestazione di estrema destra l’inno di Mameli e gli slogan di CasaPound: “Scudo e spada dell’Italia siamo noi”. Dall'altra parte, 20mila persone hanno sfilato con in testa lo striscione “Fuck remigration”Alla manifestazione di estrema destra l’inno di Mameli e gli slogan di CasaPound: “Scudo e spada dell’Italia siamo noi”. Dall'altra parte, 20mila persone hanno sfilato con in testa lo striscione “Fuck remigration”Roma si divide e sfila a distanza di sicurezza. Da una parte Prati, blindata a pochi passi da San Pietro, con via Cola di Rienzo svuotata, le camionette delle forze dell’ordine, i tricolori e le magliette nere del corteo per la “Remigrazione e riconquista”. Dall’altra la contromanifestazione al Colosseo, con gli striscioni delle associazioni, dei sindacati, dell’Anpi, dei collettivi e dei movimenti antirazzisti. Una Capitale attraversata dalla stessa parola, seppur con accezioni diametralmente opposte: remigrazione.Roma, il corteo Remigrazione e RiconquistaIl corteo organizzato dal comitato Remigrazione e Riconquista, a cui hanno aderito realtà dell’estrema destra come CasaPound, è partito da piazza della Libertà verso piazza Risorgimento. In testa lo striscione con il nome della proposta di legge di iniziativa popolare che, secondo gli organizzatori, ha superato le 150mila firme. Prima della partenza sono partiti gli slogan: “Dove sono gli antifascisti?”, “Chi non salta comunista è”. Poi l’inno di Mameli, la canzone Everybody Viva el Duche sparata dalle casse, i cori contro i migranti (“Immigrato pezzo di m…”) e gli slogan di CasaPound: “Scudo e spada dell’Italia siamo noi”. Luca Marsella, portavoce del movimento di estrema destra, ha gettato dell’acqua contro il giornalista di Cartabianca, Marco Sales, intento a fargli delle domande sulla manifestazione. Poi, ha preso le distanze da Roberto Vannacci (“Non ci rispecchiamo in quello che dice”) rivendicando però la richiesta di rendere la remigrazione “legge dello Stato”. Nel corteo sono stati intonati anche cori nostalgici e inni alla camicia nera.Roma, l'anticorteo alla remigrazioneLa risposta più grande è arrivata dall’altra parte del centro. Dal Colosseo è partito il corteo antifascista e antirazzista diretto verso piazza Vittorio, aperto dallo striscione “Fuck remigration” e attraversato da bandiere e cartelli, tra cui diversi con Roberto Vannacci a testa in giù. Gli organizzatori hanno annunciato al megafono che in strada la partecipazione ha contato 20mila persone. Natale Di Cola, segretario della Cgil di Roma e Lazio, ha spiegato la presenza in piazza con la rabbia per il via libera alla manifestazione di Prati: “Crediamo che quella piattaforma sia contraria alla Costituzione". Paolo Ciani, deputato del Pd e segretario di Demos, ha definito il concetto “estraneo e contrario alla nostra democrazia costituzionale”.Gli altri cortei di RomaIn mezzo, Roma ha tenuto insieme anche altri due cortei. Uno era quello dei Pro Vita, mentre dal Verano studenti e movimenti antifascisti si sono diretti verso Porta Pia, davanti al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, intonando slogan contro Matteo Salvini e il governo. Davanti al dicastero sono stati bruciati una ruspa e un carro armato di cartone, portati come “regali” simbolici al ministro. Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp