Cgil, Pd e Anpi con centri sociali. Cartelli dei nemici a testa in giù, insulti e fiamme davanti al ministero
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Per ogni manifestazione non di sinistra che viene organizzata ce ne dev'essere sempre una di sinistra come risposta, mai il contrario. E ieri a Roma sono state ben due quelle di sinistra contro il corteo della Remigrazione che si è snodato per le vie del quartiere Prati. Al Colosseo hanno preso posto alcune centinaia di manifestanti della sinistra con in testa Cgil e Pd, che si sono detti "arrabbiati" perché "non è stata vietata la manifestazione per la remigrazione": credono che "quella piattaforma sia contraria alla Costituzione". A dirlo è stato Natale Cola, segretario della Cgil di Roma e del Lazio. Hanno aderito a questa manifestazione le associazioni antifasciste, l'Anpi nazionale, i centri antiviolenza e gli sportelli migranti della Capitale. C'erano anche diverse organizzazioni studentesche e centri sociali ma non tutti, perché una parte ha partecipato al corteo che, al grido di "Salvini stiamo arrivando", si è diretto verso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per manifestare contro i ProVita e, ancora, contro la Remigrazione.Al Colosseo sono stati esposti alcuni cartelli raffiguranti Roberto Vannacci a testa in giù, insieme a numerose bandiere per la Palestina. "Non so se la piazza sia la risposta più adeguata e forte ai nazionalisti che si incontrano e ai fascisti che sfilano. Ma se è per dire che non passeranno e che trovano davanti un Paese civile, aperto, plurale, che non ha paura dell'altro e non si spaventa dei violenti, allora ci siamo, con le forze democratiche e progressiste", ha dichiarato il senatore del Pd Filippo Sensi, presente in piazza.Davanti al Mit sono stati bruciati una ruspa e un carro armato di cartone e polistirolo: "respingiamo guerra, razzismo e sfruttamento", hanno dichiarato i "compagni", secondo i quali al Mit c'è il "mandante della remigrazione", ossia il segretario della Lega. "Ruspa e carro armato sono tutto quello che Salvini e questo governo ci hanno dato al posto dei diritti sociali. È tempo di darli alle fiamme! Oggi Roma ha dato un grande segnale: Respingiamoli", hanno aggiunto. Mentre da una parte non c'erano altro che bandiere Tricolore, le manifestazioni rosse hanno visto un tripudio di vessilli della Palestina e di Cuba, bandiere di partito, di sindacati e di associazionismo. Dello spezzone che ha raggiunto il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti hanno fatto parte anche le sigle Osa e Cambiare Rotta, esplicitamente comuniste. "Assediamo il ministero di Salvini", è stato uno degli slogan che hanno lanciato per fomentare la piazza, poco partecipata rispetto al passato. "Smascheriamo i mandanti di remigrazione e ProVita", hanno aggiunto alcuni davanti al Mit, mentre altri scaricavano letame.Mentre Roma sfilava, ieri Milano ballava abusivamente. Nel pomeriggio c'è stato un corteo "per l'abitare chiuso davanti a Palazzo Marino ed è stato occupato l'ex Palazzo del Ghiaccio: "Supporta le occupazioni, diffondi autogestione". Così i gruppi antifà hanno rilanciato il blitz abusivo, funzionale a un concerto per raccogliere fondi: "Free all antifa". Questo mentre dall'altra parte di Milano alcune strade sono state chiuse per tre giorni per permettere a un centro sociale di festeggiare 25 anni di occupazione abusiva: "Il Comune di Milano ha autorizzato formalmente l'occupazione della pubblica via?". È la domanda che si è posta Silvia Sardone, esponente della Lega, e non solo.














